Estate 2014: di nuovo in Turchia

Un altro gruppo di ragazzi, molte aspettative, un nuovo viaggio… La destinazione ancora una volta la Turchia e lo Space Camp, dove 12 studenti dell’Istituto Comprensivo Bartolomeo Lorenzi potranno sperimentare un programma di Global Friendship through Space Education.

Il nostro viaggio, iniziato da Venezia, è stato per alcuni ragazzi un battesimo del volo.

Tutto è nuovo e per molti è la prima esperienza di autonomia lontano da casa. Le novità cominciano all’aeroporto, dove i ragazzi si destreggiano tra drop-off dei bagagli, uno sguardo al tabellone delle partenze per capire quale gate è stato assegnato al nostro volo.

La differenza di viaggiare senza mamma e papà parte proprio dalla necessità di sapersi orientare anche nei nuovi spazi di un aeroporto. Qualcuno ha già volato e condivide la propria esperienza con i compagni, rassicurandoli.

Quello che a me piace, come insegnante, è che i ragazzi si sappiano orientare, che riescano ad apprezzare i vari mondi che si incrociano in un aeroporto, che subiscano il fascino delle procedure di sicurezza che garantiscono i passeggeri, che capiscano che i controlli di frontiera sono necessari per la tutela di tutti, perché il mondo non è sempre una bolla felice e, spesso, un controllo in più previene possibili rischi.

Una prima foto tutti assieme prima di entrare in aeroporto, per ricordare l’inizio di questa vacanza studio che alcuni stanno vivendo con grande eccitazione.

Il primo volo è sereno, il battesimo del volo garantisce a chi viaggia per la prima volta in aereo un posto vicino al finestrino: lo spettacolo è davvero meraviglioso. Purtroppo le cattive condizioni del tempo su alcuni cieli del nord Europa hanno ritardato la nostra partenza e arriviamo a Istanbul troppo tardi per il volo successivo. I controlli alla frontiera richiedono più tempo del previsto e ci assegnano un nuovo volo. Perfetto! Ecco accontentato chi durante l’attesa all’aeroporto di Venezia mi chiedeva cosa significasse “rescheduled”!

Il cambiamento di volo e la chiusura dello scalo di Istanbul nei giorni precedenti al nostro arrivo hanno creato un pasticcio nello smistamento nei bagagli nello scalo turco. Atterriamo a Izmir e non vediamo l’ora di arrivare allo Space Camp ma i nostri bagagli non ci hanno seguito… Tutte le nostre 14 valigie sono rimaste chissà dove. Attendiamo in aeroporto il successivo volo da Istanbul, sperando che i bagagli siano stati imbarcati e scopriamo che non sono solo i nostri a mancare, ma centinaia di passeggeri in tutto lo scalo brancolano tra valigie abbandonate, alla ricerca dei propri effetti personali. Poco male, ci diciamo: viviamo questa nuova avventura con l’essenziale (che in realtà è davvero povero…).

Denunciamo la perdita delle nostre valigie e ci avviamo verso il Camp. Il pulmino ci sta aspettando da più di un’ora. Arrivati allo Space Camp siamo così stanchi che non ci resta che andare a dormire indossando la maglietta che ci hanno appena regalato come pigiama!

Il giorno successivo cominciano le attività e, mentre i ragazzi, divisi in squadre, si orientano nel camp, io vado alla ricerca dei beni dispersi. Mi salta subito all’occhio una delle nostre valigie, riconoscibile perché prima della partenza abbiamo applicato su tutte la stessa etichetta (è stata una grande idea, ragiono). Allora ci sono speranze… Se ne ho trovata una, devono esserci anche le altre. Divido la ricerca in transetti, per non trascurarne nemmeno una.

La ricerca richiede poco più di un’ora, ma le valigie ci sono tutte. Il divertimento può cominciare!

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Commenti: 2
  • #1

    Sara (giovedì, 14 agosto 2014 18:46)

    La prossima volta ... un cambio e i trucchi

  • #2

    Gaia (venerdì, 15 agosto 2014 09:19)

    Divertitevi da matti ragazzi! Non vedo l'ora di saperne di più ;)