Global friendship

Martin Luther King ha detto: “Abbiamo imparato a volare come uccelli, a nuotare come pesci, ma non abbiamo imparato l’arte di vivere come fratelli.”

Di certo non l’avrebbe detto se avesse vissuto questa settimana allo Space Camp. Si dice che le amicizie nascano lentamente... e sopratutto quelle con persone di altri paesi!

Chi afferma tutto questo? Secondo noi non è vero!

Passato la prima giornata di smarrimento, soprattutto a causa delle difficoltà di comunicazione, già il secondo giorno andavamo tutti d'accordo. Si stava insieme dalla mattina fino alla sera, condividendo pasti, giochi, simulatori ed emozioni... Tutti erano curiosi di scoprire le vite dei loro fratelli stranieri, imparare la loro lingua, le danze, i cibi e tutto il resto...

Nei dormitori, la sera, si giocava a guerra di cuscini e ci si dava la buonanotte in tutte le lingue del mondo ogni due secondi! Durante le attività giornaliere si rideva e si scherzava, aumentando così le relazioni con gli altri componenti del gruppo. Quando le difficoltà linguistiche non ci permettevano di raccontare quello che volevamo, ci aiutavamo con gesti e mimi. Abbiamo stretto molte amicizie anche insegnando ai ragazzi turchi, polacchi e armeni alcune parole in italiano. Se la cavavano abbastanza bene e riuscivano a ricordare tutto come delle macchinette. Tutti allo Space Camp (compresi i counselors) hanno imparato a dire “ Molto Figo” e cercavano di usarlo il più spesso possibile quando qualcosa piaceva loro, altrimenti aggiungevano un “non” per dire il contrario. Non serviva sapere bene l’inglese, l’importante era sentirsi un vero petalo, un petalo che, insieme ad altri petali, formava un grande fiore, un fiore italiano, turco, armeno, polacco, bulgaro e giordano, insomma... un fiore molto speciale! 

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