mer

13

ago

2014

Galileo at Special Event Night

Ieri sera 13 Agosto 2014, abbiamo avuto l’onore di prendere parte allo “special event night” di questo bellissimo Space Camp.  Dopo aver osservato che non possiamo in alcun modo lamentarci della cucina italiana, ci siamo diretti con molta ansia nella sala dei simulatori dove si sarebbero svolte le presentazioni di tutti i paesi partecipanti.

Dopo alcuni balletti e presentazioni, ecco giunto il turno degli “Italian Guys”.

 

Iniziamo con una piccola introduzione della nostra mitica profe e una presentazione sulla vita di Galileo Galilei da parte di Caterina. Il nostro obbiettivo era quello di far divertire il pubblico e di trasformare una noiosa spiegazione in un intrattenimento istruttivo. E così è stato.

Galileo-Edoardo ha mostrato che il canocchiale poteva essere usato per scopi più nobili che osservare un foruncolo sulla fronte di Maria!

Tutti assieme, inoltre, volevamo far capire che tutti i corpi sulla Terra, come barche, pesci e farfalle si muovono solidali al loro sistema di riferimento assieme agli altri pianeti attorno al Sole... Lilia e Mariavittoria, poi, hanno mostrato con "metodo scientifico" che tutti i corpi sono attratti verso il basso, tra il gran divertimento di tutti. E, per finire, al povero Galileo non è rimasto che abiurare per non passare il resto della vita in prigione!

Che spasso!

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lun

11

ago

2014

Estate 2014: di nuovo in Turchia

Un altro gruppo di ragazzi, molte aspettative, un nuovo viaggio… La destinazione ancora una volta la Turchia e lo Space Camp, dove 12 studenti dell’Istituto Comprensivo Bartolomeo Lorenzi potranno sperimentare un programma di Global Friendship through Space Education.

Il nostro viaggio, iniziato da Venezia, è stato per alcuni ragazzi un battesimo del volo.

Tutto è nuovo e per molti è la prima esperienza di autonomia lontano da casa. Le novità cominciano all’aeroporto, dove i ragazzi si destreggiano tra drop-off dei bagagli, uno sguardo al tabellone delle partenze per capire quale gate è stato assegnato al nostro volo.

La differenza di viaggiare senza mamma e papà parte proprio dalla necessità di sapersi orientare anche nei nuovi spazi di un aeroporto. Qualcuno ha già volato e condivide la propria esperienza con i compagni, rassicurandoli.

Quello che a me piace, come insegnante, è che i ragazzi si sappiano orientare, che riescano ad apprezzare i vari mondi che si incrociano in un aeroporto, che subiscano il fascino delle procedure di sicurezza che garantiscono i passeggeri, che capiscano che i controlli di frontiera sono necessari per la tutela di tutti, perché il mondo non è sempre una bolla felice e, spesso, un controllo in più previene possibili rischi.

Una prima foto tutti assieme prima di entrare in aeroporto, per ricordare l’inizio di questa vacanza studio che alcuni stanno vivendo con grande eccitazione.

Il primo volo è sereno, il battesimo del volo garantisce a chi viaggia per la prima volta in aereo un posto vicino al finestrino: lo spettacolo è davvero meraviglioso. Purtroppo le cattive condizioni del tempo su alcuni cieli del nord Europa hanno ritardato la nostra partenza e arriviamo a Istanbul troppo tardi per il volo successivo. I controlli alla frontiera richiedono più tempo del previsto e ci assegnano un nuovo volo. Perfetto! Ecco accontentato chi durante l’attesa all’aeroporto di Venezia mi chiedeva cosa significasse “rescheduled”!

Il cambiamento di volo e la chiusura dello scalo di Istanbul nei giorni precedenti al nostro arrivo hanno creato un pasticcio nello smistamento nei bagagli nello scalo turco. Atterriamo a Izmir e non vediamo l’ora di arrivare allo Space Camp ma i nostri bagagli non ci hanno seguito… Tutte le nostre 14 valigie sono rimaste chissà dove. Attendiamo in aeroporto il successivo volo da Istanbul, sperando che i bagagli siano stati imbarcati e scopriamo che non sono solo i nostri a mancare, ma centinaia di passeggeri in tutto lo scalo brancolano tra valigie abbandonate, alla ricerca dei propri effetti personali. Poco male, ci diciamo: viviamo questa nuova avventura con l’essenziale (che in realtà è davvero povero…).

Denunciamo la perdita delle nostre valigie e ci avviamo verso il Camp. Il pulmino ci sta aspettando da più di un’ora. Arrivati allo Space Camp siamo così stanchi che non ci resta che andare a dormire indossando la maglietta che ci hanno appena regalato come pigiama!

Il giorno successivo cominciano le attività e, mentre i ragazzi, divisi in squadre, si orientano nel camp, io vado alla ricerca dei beni dispersi. Mi salta subito all’occhio una delle nostre valigie, riconoscibile perché prima della partenza abbiamo applicato su tutte la stessa etichetta (è stata una grande idea, ragiono). Allora ci sono speranze… Se ne ho trovata una, devono esserci anche le altre. Divido la ricerca in transetti, per non trascurarne nemmeno una.

La ricerca richiede poco più di un’ora, ma le valigie ci sono tutte. Il divertimento può cominciare!

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lun

19

ago

2013

Ritorno a casa

Con la visita a Pamukkale si è concluso il nostro viaggio alla sciperta della Turchia ed è arrivato il momento di tornare a casa.

Ci siamo alzati presto e abbiamo fatto colazione all’hotel e preparato le valige. La giornata è cominciata con un po' di suspance: Alice con il mal di pancia per aver bevuto l'acqua del rubinetto e Brando con il mal di testa per il poco sonno! Per fortuna poi la situazione si è normalizzata...

Abbiamo preso la metropolitana fino all’aeroporto ed eravamo i più “swag” di tutti, che nel linguaggio di noi giovani significa che eravamo i più fighi...

Dopo una montagna di controlli, abbiamo iniziato a girovagare per il duty free, prendendo gli ultimi regalini e curiosando in giro.

Il primo volo ha fatto scalo a Istanbul e dopo un'altra interminabile fila per i controlli, siamo partiti alla scoperta di un altro aeroporto. Qui c'é stato un piccolo problema (specialmente per le ragazze): i prezzi della maggior parte delle cose erano espressi in euro e noi avevamo soltanto lire turche, quindi pensavamo di non poter comprare nulla! Poi abbiamo scoperto che si potevano usare tutti i tipi di valuta, ma ormai era troppo tardi e poi i prezzi erano molto alti.

Il volo da Istanbul a Venezia è stato più lungo, ma ci siamo distratti con un film e con alcuni videogiochi, visto che c’era un “tablet” sullo schienale del sedile di fronte utilizzabile per questo scopo. Recuperate le valigie e abbiamo preso un ulteriore mezzo di trasporto, un autobus, per tornare a Fumane... e così si è conclusa la nostra esperienza in Turchia.

Ci siamo divertiti tantissimo! Ci piacerebbe rifare un viaggio come questo e ci dispiace che sia finito, ma e’ sempre bello tornare a casa!

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lun

19

ago

2013

Insieme

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dom

18

ago

2013

Il cibo

Pizza, spaghetti, pasticcio... Questi sono alcuni cibi italiani.

I piatti cambiano da paese a paese. In Turchia, per esempio, uno dei cibi più famosi e che hanno fatto il giro di tutto il mondo è il kebab.

Affrontare cibi nuovi è talvolta una sfida, ma non si possono di certo portare con sé i rifornimenti da casa per paura di provare gusti nuovi: bisogna provare i piatti tipici del posto.

Non tutti i ragazzi riescono ad affrontare i cibi diversi, perché magari sono troppo abituati a quelli del proprio paese. Se poi qualcuno incontra già difficoltà a mangiare ogni genere di cibo a casa propria, fa ancora più fatica a provare sapori nuovi.

C’è chi si butta e prova ma non sempre tutto piace. Se noi troviamo strani i cibi degli altri paesi non significa che non piacciano, ma piuttosto che non siamo abituati a sapori e abbinamenti diversi!

Si può dire che il cibo turco sia diverso da quello italiano e che i nostri piatti tipici, come pizza e spaghetti, cucinati là abbiano un sapore diverso da quelli ai quali siamo abituati. Anche i ragazzi turchi il giorno che abbiamo mangiato la pizza a pranzo hanno detto che la nostra pizza è inimitabile...

Perciò, quando ci è stato chiesto "cosa volete fare appena tornate a casa?” abbiamo risposto “mangiare una pizza italiana”!

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dom

18

ago

2013

Visita a Pamukkale tra storia e scienza

La prima sveglia è suonata alle 5.00 del mattino: il canto del muezzin risuonava di minareto in minareto; ma solo alle 6.00 abbiamo deciso di alzarci.

Dopo la prima colazione siamo partiti per un lungo viaggio in pullman fino a Pamukkale dove già al primo sguardo siamo rimasti meravigliati: era come vedere una montagna innevata sotto il sole cocente!

Indecisi sull’utilizzo del costume o meno siamo entrati nel Parco, che è patrimonio dell’umanita` per la sua eccezionalita`.

Pamukkale, che in turco significa "castello di cotone", è un luogo nel quale le acque ricche di carbonato di calcio si depositano formando delle splendide vasche naturali di travertino. Questo luogo non è solo un sito affascinante dal punto di vista scientifico, ma è anche la sede di una meravigliosa città romana, la città di Hierapolis. Si racconta che la regina Cleopatra abbia deciso di stabilirsi in quella zona, dopo avere visto gli effetti benefici sulla sua pelle delle acque termali che sgorgavano in quel luogo.

L’antica città romana di Hierapolis è davvero suggestiva con i resti ben conservati delle sue mura, le colonne e il teatro che da oltre 2000 anni sovrastano le candide scogliere di travertino di Pamukkale.

Appena entrati all'interno delle mura abbiamo lasciato il sentiero principale per dirigerci verso le vasche modellate dell’acqua termale ricca di carbonato di calcio, il vero successo della gita. Lì, mentre i ragazzi si concedevano un bagno nelle acque limpide, le ragazze fotografavano e chiacchieravano e si spruzzavano, o improvvisavano un balletto.

All'ora di pranzo un gelato ci ha ristorato e il pomeriggio è proseguito con la visita al teatro, mantenuto in perfette condizioni, per poi terminare nell’immancabile negozietto di souvenir.

Il viaggio di ritorno è stato particolarmente piacevole, tra risate, giochi e l'utilizzo dell'iPad di Emanuele per disegnare.

Ma la giornata non è terminata appena arrivati in albergo: dopo cena ci siamo ritrovati in terrazza dove abbiamo festeggiato il compleanno di Daniele con un the e giochi di gruppo con la grandiosa vista della città di Izmir dall’alto. 

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dom

18

ago

2013

BBQ Party

E come in tutte le cose è arrivata, anche allo Space Camp, l’ultima serata!

Il BBQ party ci aspettava con le amiche straniere bardate con vestitino e trucco, invece noi italiane... “trasgre” come il solito, abbiamo messo canottiera, pantaloni e via.

Il cibo è stato preparato con cura e tutti lo abbiamo apprezzato, la cosa meno positiva è stato il fatto che abbiamo mangiato in tavolo con la squadra come tutti i pasti della settimana e quindi non potevamo stare con i nostri amici. La serata è stata comunque fantastica; all’inizio noi italiani eravamo i più scatenati, poi si sono aggiunti altri, come turchi e armeni, e infine tutti a ballare! Abbiamo iniziato con un po’ di disco e poi l’esibizione di un counselor che, dobbiamo ammettere, è stata veramente bella!

La serata è continuata con balli popolari e canzoni commerciali del momento! Eravamo sudatissimi ma era bello condividere insieme le ultime ore!

E` stato divertente anche perchè, oltre a noi, a ballare "gangnam style" si e` aggiunta anche la Prof.ssa Urschitz (se vi sembra strano abbiamo le prove)!

Il BBQ party si e` concluso verso le 22.00; dopo esserci salutati, ci siamo recati nelle nostre stanze per riposare, tutti pronti per lasciare, con un po’ di tristezza, la base spaziale della Space Camp che ci ha fatto vivere un’esperienza indimenticabile!

 

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sab

17

ago

2013

Alla scoperta di Izmir

In tutti i film, degni di questo nome, è presente una scena romantica in cui i due protagonisti corrono sotto la pioggia, situazione in cui tutti vorrebbero un giorno potersi trovare. Anche nella nostra avventura una cosa simile è accaduta, con la sola differenza che noi, protagonisti di questa storia, ci siamo trovati sotto un vero e proprio acquazzone! Tutto è cominiciato stamattina...

Sin dall'alba sapevamo che la giornata non sarebbe stata delle migliori. Era giunta la fine e dover salutare il nostro team con cui avevamo condiviso le esperienze di una settimana, non era cosa facile ma, sempre con sorridendo, ci siamo presentati alle graduation. Ogni squadra è stata premiata per il suo lavoro, ma in ogni competizione c'è chi fa più e chi fa meno... perciò i team che avevano raggiunto i migliori risultati hanno ricevuto dei distintivi multiuso in premio! Cosi, dopo aver concluso le premiazione riuniti nelle nostre squadre, ci siamo salutati per l'ultima volta, con la promessa di rimanere in contatto via Facebook o mail. Molti piangevano: la nostra avventura è durata solo sei giorni, ma molte amicizie e a volte qualcosa di più è nato! Terminati gli ultimi abbracci, dopo aver pranzato al “galaxy cafeè” (mensa dello space camp), abbiamo preso le nostre pesanti valigie e siamo saliti sulla metro, diretti in città. Il tragitto ha richiesto circa mezz'ora, ma a noi sono sembrati pochi minuti perchè quando si ride e si scherza il tempo vola!

Arrivati all'albergo ci accorgemmo che tra l'interno e l'esterno del vetro della hall passava un abisso: dalla semplicità al lusso. L'hotel era sicuramente fantastico, ma la nostra attenzione cadeva ora su altro! Mai sentito parlare di whatsapp, Facebook e social network? Ecco, non appena saputo che il wifi era libero tutti si catapultarono sui propri cellulari e la vita sociale fu per un breve periodo messa in stato vegetativo! Per fortuna la profe, dopo aver ripreso la situazione in mano, propose di andare a fare un salto nel centro di Izmir a visitare il vecchio bazar. Nonostante noi fossimo contrari a lasciare il mondo di internet, decidemmo che forse il visitare questo bellissimo paese quale la Turchia, era la cosa più giusta da fare. Konak (il centro di Izmir) è dedalo di viuzze molto carine su cui si affacciano molte botteghe e negozi tipici. Qui è possibile trovare e mangiare il vero kebab che noi, ovviamente, non ci siamo fatti mancare. L'antico bazar è costituito da un intreccio apparentemente infinito di vie. Dopo aver bevuto la tipica limonata dolce del posto, ci siamo divisi in gruppi, in base ai souvenir che volevamo comprare e abbiamo scelto una strada diversa, ma delineata chiaramente dal perimetro del vecchio bazar, che non ci era permesso oltrepassare, con la promessa di ritrovarci dopo 30 minuti nello stesso punto. All'ora prevista, dopo aver aspettato tutti ed esserci contati per sicurezza, ci siamo incamminati verso la strada di casa accompagnati dalla musica del muezzin.

Tutta questa tranquillità non era destinata a durare: infatti dopo poco un rombo di tuono ha preannunciato l'arrivo di un vero nubifragio con vento, pioggia e grandine. Mentre eravamo fermi sotto ad un porticato aspettando che il nubifragio terminasse, la profe ha cominciato a parlare con alcune persone del luogo, che ci hanno rivelato che qui a Izmir la pioggia è un evento molto raro. Cessata la pioggia ci siamo resi conto che le strade erano impraticabili a piedi, quindi abbiamo optato per la metro e in breve tempo siamo riusciti a ritornare nel nostro amato hotel con il nostro amato wifi. Dopo doccia e cena, le serata si è conclusa sulla terrazza dell'albergo, dove ci siamo soffermati a guardare i fuochi d'artificio.

E così, circondati dalle bellissime luci di Izmir e incantati dalla bellezza dei fuochi anche il settimo giorno è terminato...

 

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ven

16

ago

2013

Missione sullo Space Shuttle

Sedere ai posti di comando, mettere le cuffie, accendere il microfono... “Roger”… 5, 4, 3, 2, 1 partenza!

Non stiamo parlando di un film, ma della nostra missione sullo Space Shuttle! Probabilmente questa è la cosa più emozionante della settimana. Tutto molto realistico, devo dire!

Ogni componente della squadra aveva un ruolo e una parte nella missione, cosi` siamo riusciti a completare tutti i compiti assegnati e tornare a terra sani e salvi. La cosa più importante che questa missione mi ha insegnato è che l’unione fa la forza e se ognuno collabora anche con una piccola parte, si possono fare grandi cose assieme!

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ven

16

ago

2013

Global friendship

Martin Luther King ha detto: “Abbiamo imparato a volare come uccelli, a nuotare come pesci, ma non abbiamo imparato l’arte di vivere come fratelli.”

Di certo non l’avrebbe detto se avesse vissuto questa settimana allo Space Camp. Si dice che le amicizie nascano lentamente... e sopratutto quelle con persone di altri paesi!

Chi afferma tutto questo? Secondo noi non è vero!

Passato la prima giornata di smarrimento, soprattutto a causa delle difficoltà di comunicazione, già il secondo giorno andavamo tutti d'accordo. Si stava insieme dalla mattina fino alla sera, condividendo pasti, giochi, simulatori ed emozioni... Tutti erano curiosi di scoprire le vite dei loro fratelli stranieri, imparare la loro lingua, le danze, i cibi e tutto il resto...

Nei dormitori, la sera, si giocava a guerra di cuscini e ci si dava la buonanotte in tutte le lingue del mondo ogni due secondi! Durante le attività giornaliere si rideva e si scherzava, aumentando così le relazioni con gli altri componenti del gruppo. Quando le difficoltà linguistiche non ci permettevano di raccontare quello che volevamo, ci aiutavamo con gesti e mimi. Abbiamo stretto molte amicizie anche insegnando ai ragazzi turchi, polacchi e armeni alcune parole in italiano. Se la cavavano abbastanza bene e riuscivano a ricordare tutto come delle macchinette. Tutti allo Space Camp (compresi i counselors) hanno imparato a dire “ Molto Figo” e cercavano di usarlo il più spesso possibile quando qualcosa piaceva loro, altrimenti aggiungevano un “non” per dire il contrario. Non serviva sapere bene l’inglese, l’importante era sentirsi un vero petalo, un petalo che, insieme ad altri petali, formava un grande fiore, un fiore italiano, turco, armeno, polacco, bulgaro e giordano, insomma... un fiore molto speciale! 

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gio

15

ago

2013

Thank you G.O.C.A.

Non sempre i ragazzi si interrogano sul legame tra scuola e aziende.

Quando i ragazzi presenti allo Space hanno saputo che la loro presenza e`stata sponsorizzata da un'azienda chiamata Global Offset and Countertrade Association (G.O.C.A.), hanno voluto preparare un video di ringraziamento.

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mer

14

ago

2013

Special event night (backstage)

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mer

14

ago

2013

Technology, training, teamwork

Lo Space Camp é un luogo un po' speciale, dove la gran parte delle attivitá richiedono il lavoro di squadra. I counselors ci parlano in inglese e allo stesso modo comunichiamo con i ragazzi della nostra squadra, perché l'inglese é la lingua comune. Ci sono ragazzi turchi, armeni, giordani e polacchi. Oggi abbiamo insegnato alcune parole di italiano ai nostri compagni turchi e polacchi, perché dicono che la nostra lingua ha un bel suon

La cosa piú bella del camp, oltre alle nuove amicizie, é usare i simulatori! Ce ne sono di molti tipi: uno simula la gravitá lunare, si chiama 1/6 gravity chair ed é buffissimo, perché fa sembrare i nostri passi quelli di una marionetta che non poggia i piedi a terra.Il piú impegnativo da affrontare é il multi-axis simulator, che centrifuga anche i piú spavaldi...

Tutte le squadre trascorrono parte della settimana a preparare la missione sullo shuttle, che rappresenta la sfida piú grande. Sullo shuttle ognuno ha un compito preciso da svolgere: c'é il pilota, lo specialista di missione, lo scienziato...

Chissá come faremo a tornare alle lezioni tradizionali in classe!

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mer

14

ago

2013

Special event night

Uno degli eventi piu`importanti della settimana al camp e` la Special Event night. Si tratta di una serata nella quale le nazioni presenti al Camp si presentano, tramite balli, scenette, video...

I ragazzi italiani sono stati bravissimi: hanno presentato una scenetta basata sulla storia di Romeo and Juliet e hanno ballato sulle immagini del video "The school of the future" realizzato a scuola nell-ambito del progetto Comenius Utopia.

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mar

13

ago

2013

Team work

Una delle cose piu' incredibili che abbiamo scoperto e' la importanza del lavoro di squadra. A scuola spesso siamo abituati a lavorare in gruppo, ma si tratta piu' che altro di una suddivisione del lavoro: l'insegnante assegna un compito, solitamente sceglie i componenti del gruppo e poi ognuno decide di quale parte del lavor vuole occuparsi... Qui invece ci siamo accorti che quando si deve compiere una missione non si tratta solamente di dividere il lavoro, ma anche di fidarsi dei compagni di squadra e definire assieme una strategia. Per farci capire l'importanza del lavoro di squadra, che e' una caratteristica delle missioni spaziali (ma anche di certi lavori), ci e' stato chiesto di compiere un percorso su "Marte", camminando su alcuni blocchi di legno senza mai mettere i piedi a terra. Non potete neppure immaginare quanto sia importante che ognuno mantenga l'equilibrio e aiuti i compagni a mantenere il proprio, durante lo spostamento dei blocchi!

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lun

12

ago

2013

Primo giorno al camp

Oggi, a conti fatti, e’ il nostro primo vero giorno qui allo Space Camp... Verso le 8 del mattino un counselors, cioe’ uno dei giovani animatori americani che guidano le nostre giornate qui al camp, ci ha svegliati e fatti prepararare. Dal momento del nostro arrivo siamo stati divisi in squadre e gli unici momenti che noi italiani trascorriamo assieme sono quelli dedicati allo svago, in un luogo chiamato “our space”, o quelli dedicati al sonno (e qui maschi e femmine sono separati in camerate diverse).

Ogni squadra ha componenti di nazionalita’ diversa e le uniche cose che ci uniscono, finche’ non riusciremo a conoscerci di piu’ e diventare amici, sono la curiosita’ scientifica e lalingua inglese per comunicare... Sembra incredibile, ma discussioni, esperimenti scientifici e uso dei simulatori ci avvicinano cosi’ tanto che  le differenze tra i vari componenti passano inosservate: sono suifficienti un gesto, una parola o un sorriso per capirsi!

I simulatori sono fantastici e ti danno una prima idea sulle sensazioni e gli “sballottamenti” a cui sono sottoposti gli astronauti quando vanno sullo spazio.

Ogni ragazzo si muove allo Space Camp indossando un cartellino con il proprio nome, per farsi riconoscere, e un quaderno dove registrare le attivita’. Oggi tutti i ragazzi del camp indossano la stessa maglia ricevuta in regalo, con il logo dello Space Camp e l’atmosfera e’ davvero insolita: sembra di essere entrati  in una di quelle serie televisive ambientate nei college americani!

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dom

11

ago

2013

Ritorno allo Space Camp Turkey

Per il terzo anno consecutivo alcuni studenti della scuola secondaria di Fumane sono allo Space Camp Turkey, per partecipare ad un programma internazionale di educazione spaziale e di amicizia internazionale. Il programma si chiama Global friendship through space education: durante questa settimana di permanenza, infatti, i ragazzi italiani vivranno tantissimi esperienze assieme a coetanei provenienti dalla Turchia, dall'Armenia, dalla Giordania e dalla Polonia. Sperimenteranno l'importanza del lavoro di squadra e condurranno esperimenti scientifici, testeranno simulatori di volo e viranno l'esperienza di una "missione" sullo Space Shuttle. Appena varcata la soglia del camp l'unica lingua per comunicare sarà l'inglese... Non si tratterá solamente di missioni scientifiche peró! Uno dei momenti piú importanti della settimana  é la Special Event Night, una serata dedicata alla scoperta delle culture di tutti i paesi partecipanti. La nostra avventura é cominciata giá in aeroporto dove, nell'attesa dell'imbarco i ragazzi si sono cimentati nell'ennesima prova...

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ven

12

lug

2013

Friends without borders

Svetlin Yotov, studente del Liceo Zlatarov di Botevgrad ha voluto ricordare le ricchissime esperienze vissute grazie allo scambio, montando anche un secondo video! Attivate i sottotitoli in inglese e... buona visione!

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ven

07

giu

2013

I saluti

Gli arrivi sono più belli delle partenze...

Arriva il momento in cui devi salutare l'amico con cui hai condiviso tante esperienze; l'amico che, anche se parla una lingua diversa dalla tua e ha abitudini diverse dalle tue, è diventato familiare e non vorresti lasciare.

Ci rivedremo presto? 

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gio

06

giu

2013

La musica unisce

Lo scambio è esperienza  di giovani che imparano la ricchezza delle diversità fra culture e gli stessi valori di cittadinanza che accomunano le nazioni.

Anche gli insegnanti, i dirigenti e i genitori, durante questi scambi, vivono queste stesse emozioni. L'ultima sera a Botevgrad è stata una serata di saluti e di ricordi. Divna, un'insegnante del team bulgaro impegnato nello nostro scambio, ci ha regalato un messaggio che racchiude la bellezza dell' incontro con gli altri:

 

C'è una musica che mi fa rivivere l'Italia.

Ricordiamoci di ogni emozione vissuta insieme in Italia e in Bulgaria!

Capolavori immortali di geni musicali permettono alle persone di capirsi senza parole, perché questa è vera arte. 

E le persone che sanno provare queste emozioni hanno anime tenerissime e cuori grandi.

Sono felice di conoscervi e che siate diventati parte della mia vita.


 

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mer

05

giu

2013

La sera, a Botevgrad

Le sere, qui a Botevgrad sono assai speciali: diverse l'una dall'altra.

Alcune sere, per esempio, si sta in compagnia con bulgari e italiani, non solo con chi ci ospita.

Dopo essersi ritrovati tutti insieme, si discute della giornata, qualcuno gioca e qualcun'altro pensa ad intrattenere il gruppo.

Altre sere invece si va al ristorante o in pizzeria per cena, senza escludere nessuno, mangiando cibi tradizionali. La pizza è un cibo usato in Bulgaria, ma è un po' diversa dalla nostra, perché fatta con il formaggio al posto della mozzarella. Le verdure sono sempre presenti nella cucina bulgara, come antipasto e preparate assieme a formaggi o carne. 

Quando si ritorna a casa, il divertimento non finisce.

Difatti, ci si può incontrare su Skype, ascoltare musica insieme all'amico che ci ospita; si possono guardare dei film oppure fare alcuni giochi.

Per molti, infatti, la parte migliore della serata è proprio questa: divertirsi con i compagni in attività che permettono di conoscere bene il proprio amico.

 

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mar

04

giu

2013

Sofia

Sofia è una città molto bella e somiglia molto ad altre capitali europee.

Abbiamo visitato alcune chiese e passeggiato tra monumenti e palazzi ricchi di storia. I nostri compagni bulgari avevano preparato per noi alcune notizie, che ci hanno spiegato ogni volta che ci trovavamo in un luogo di particolare interesse.

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mar

04

giu

2013

Incontro con l'ambasciatore italiano a Sofia

Siamo stati ricevuti all'Ambasciata italiana a Sofia!

 

L'Ambasciatore Dr. Marco Conticelli e il Vice-Ambasciatore Dr. Francesco Maria De Stefandi Spadafora ci hanno spiegato quali sono i compiti della nostra Ambasciata in Bulgaria. Ci hanno anche aiutato a capire cosa significa intraprendere la carriera diplomatica: ci hanno detto che bisogna studiare molto, ma ne vale la pena.

In Bulgaria, come in molti altri paesi europei, vivono e lavorano molti italiani, che hanno portato all'estero alcune sedi delle loro imprese. Noi abbiamo conosciuto uno di questi imprenditori, il signor Martinelli, che ci ha raccontato che da vent'anni vive in Bulgaria per 5 giorni alla settimana e in Italia nel weekend.

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lun

03

giu

2013

Botevgrad

Il nostro arrivo e` stato pubblicizzato anche sul sito della citta` di Botevgrad.

Ecco perche` camminando per il centro della cittadina ci accorgiamo di essere osservati!

 

http://www.balkanec.bg/zlatarovci-posreshtnaha-priqtelite-si-ot-italiq-14899.html

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lun

03

giu

2013

Il nostro arrivo in Bulgaria

In viaggio!

Siamo partiti  in mattinata da Bergamo e, dopo un`ora e mezzo di volo, siamo arrivati all’aeroporto di Sofia.  Percorrendo i circa 50 km che separano la capitale dalla nostra meta, la cittadina di Botevgrad, abbiamo notato le differenze paesaggistiche e culturali, si passava da grandi costruzioni a quartieri poverissimi, con catapecchie abitati da zingari da loro chiamati Gipsy. La cosa che ci ha colpito maggiormente era la sporcizia e il degrado: bimbi sporchi che correvano di fronte a quattro muri di mattoni grezzi, senza infissi. eppure sui tetti di alcune casupole abbiamo visto le antenne satellitari!

I nostri amici bulgari, le loro famiglie e tutti gli insegnanti della scuola ci hanno accolto con molta allegria e festeggiamenti: addirittura due ragazze con il vestito tradizionale che ci davano il benvenuto offrendoci pane e miele.

E la nostra meravigliosa esperienza e` appena iniziata!

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dom

02

giu

2013

Scambio scolastico con la scuola A. Zlaterov di Botevgrad - Bulgaria

Durante lo scorso mese di marzo, si è svolto il primo viaggio dello scambio tra una classe terza media del nostro Istituto e alcuni studenti della scuola di Botevgrad, Bulgaria.

I ragazzi bulgari sono stati ospitati nelle famiglie dei ragazzi italiani, per vivere una settimana di attivitá, uscite e momenti di vita quotidiana.

Ora saranno i ragazzi italiani a provare alcune esperienze di vita bulgare: che voglia di conoscere tutto ciò di cui ci hanno parlato i nostri amici! E di conoscere le famiglie bulgare che ci ospiteranno...

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dom

02

giu

2013

A trip to Italy under sun and rain

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gio

15

nov

2012

Space Camp Turkey scraps

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lun

13

ago

2012

La Turchia che ho conosciuto

La Turchia che ho visitato si presenta molto diversa dall'Italia, sia come aspetto sia come cultura. Per un italiano, girare per le strade guardando i tanti banchetti pieni di cose, l'aspetto diverso delle persone e il loro diverso modo di fare, sentendo una lingua molto differente e osservando gli edifici semplici e ammassati, sembra di essere in un altro mondo. Questo Paese, però, è ricco di posti strani e affascinanti, che fanno viaggiare con la fantasia, come il bazar di Izmir.
Il bazar è pieno di colori e allegria, si vedono collane e braccialetti con il tradizionale "occhio di Allah", sciarpe e vestiti di colori accesi e gente proveniente da tutto il mondo.
In mezzo ai vicoli si trovano piccoli bar tipici, con sedie e tavolini ricoperti di stoffe e con odori particolari. Incastrati tra i vicoli si trovano bar piccolissimi, con sedie e tavolini ricoperti di stoffe e con odori particolari.
Un luogo che mi è molto piaciuto è Efeso, una antica cittadina che ospitava 200 000 persone, con edifici di tutti i tipi e anfiteatri che hanno resistito migliaia di anni, nonostante i moltissimi terremoti che li hanno scossi. Sicuramente la cosa che più mi ha colpito a Efeso sono stati i bagni di gruppo, con l'acqua corrente, costruiti più di 2000 anni fa!
Questa esperienza è stata molto significativa, ci ha fatto conoscere un posto del tutto nuovo e ci fa tornare a casa con un ricordo indimenticabile nel cuore.
Maria

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dom

12

ago

2012

Una splendida giornata a Efeso

Dopo una ricca e soddisfacente colazione, siamo partiti per la nostra visita a Efeso.
Durante il nostro viaggio su un pulmino tutto per noi, tutti hanno approfittato di recuperare il sonno perso durante la nottata appena trascorsa a chiacchierare, con un pisolino.
Prima di arrivare a Efeso ci siamo fermati per una foto di gruppo vicino alla Statua di Maria, che è venerata da musulmani e cristiani.
E finalmente eccoci a Efeso! I resti della città mi trasmettevano l'imponenza che quelle costruzioni avevano in passato e camminando su grandi lastricati di pietra consumata mi sembrava di tornare indietro nel tempo di 2000 anni...
Abbiamo visitato una buona parte della città e la sua famosa biblioteca, voluta da Celso. Nel teatro ancora ben conservato Niccoló, Mattia e Davide hanno improvvisato una rappresentazione!
Dopo la visita ad Efeso abbiamo fatto tappa al Tempio di Artemide, poco distante. Nell'antichità era una delle sette meraviglie del mondo, ma oggi solamente una colonna rimane ancora in piedi...
L'ultima tappa della giornata è stata Siringe, una deliziosa piccola cittadina arrampicata sul fianco di una montagna, dove ci siamo fermati a mangiare in un ristorante tipico. In questo ristorante non esisteva un menù, ma si doveva scegliere il cibo guardando le immagini delle pietanze affisse sul muro all'entrata. All'interno l'arredamento era rustico, in legno, con molte bottiglie di vino appese ai muri. Abbiamo mangiato tutti una focaccia turca farcita con carne cipolle.
Finito il pranzo ci siamo "sbizzarriti" a cercare dei pensierini per i nostri parenti tra le tante bancarelle artigianali presenti nel paese. I venditori erano molto cordiali e qualcuno di loro ci ha regalato delle spillette tipiche.
Una giornata bellissima! E l'autista del nostro pulmino ci aspettava con un sacchetto di fichi per noi in regalo!
Micol, Giorgia, Martino, Nicola.   

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